Guida per diventare sommelier: Il pianto della vite

Il pianto della vite

Avete mai avuto la fortuna di passeggiare tra i filari di un vigneto nel periodo tra marzo e aprile? E' uno dei momenti più magici ed emozionanti della primavera perché la vite si risveglia dal lungo letargo invernale, durante il quale viene potata affinché si rinforzi per affrontare il caldo estivo, riprende il suo ciclo vegetativo e dai rami, potati, si intravedono delle goccioline di linfa, che prendono il nome di "pianto della vite".

Tutto questo può essere interpretato come un grido alla vita, la pianta si riattiva per riprendere il suo ciclo e accade quando le temperature iniziano a superare i 10°C restituendo l'attività linfatica alla vite, che riprende la sua energia.

Queste "lacrime" sono costituite da sostanze azotate, minerali e organiche, come ad esempio tartrati, acidi e zuccheri (glucosio) provenienti dall’idrolisi dell’amido radicale, che risalgono dalle radici lungo il legno della vite e fuoriescono dai vasi xilematici dai tagli ai rami effettuati durante la potatura.

Terminato questo processo avrà inizio la fase di germogliamento, in cui sulla vite appariranno i primi germogli, che diventeranno i futuri tralci da cui nascerà l'uva.

 

 

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